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Vuoi abbellire casa con un pergolato? L’idea di un tetto di fiori sulla testa per ripararsi dalla temibile calura estiva attirerebbe chiunque, per non parlare poi del meraviglioso colpo d’occhio! Preferisci rendere la tua casa più funzionale costruendo una pratica tettoia sotto la quale ripararti in caso di necessità? Sicuramente l’immobile ne guadagnerà in valore ed in vivibilità.

Sebbene le funzioni di questi due complementi architettonici siano simili, la legge distingue nettamente tra l’uno e l’altro. Tali differenze, a dire il vero, sono spesso difficili da individuare persino per i più esperti che, a volte, falliscono.

Informarsi però è più che necessario: in relazione all’appartenenza all’una o all’altra categoria, vengono assegnati infatti diversi titoli abitativi e si può necessitare o meno di permessi per la costruzione della struttura.

Pergolato e tettoia: definizioni

Dato che la distinzione tra le due cose è molto labile, prima di iniziare qualsiasi discorso è forse meglio chiarirsi le idee e dare una definizione precisa di pergolato e tettoia.

Nel primo caso si parla di una costruzione esterna ad un edificio che resti aperta lateralmente ed, in parte, anche alla sua sommità. In genere il pergolato dovrebbe essere realizzato sfruttando materiali leggeri e non essere ancorato al terreno in maniera da renderne difficile la rimozione. Tale costruzione serve essenzialmente ad abbellire le case o a creare delle piccole zone d’ombra. La struttura del pergolato poi può essere sfruttata anche per sostenere le piante rampicanti o dei grandi pezzi di stoffa opportunamente ancorati. 

Diversa è invece la definizione di tettoia. In questo caso si intende infatti una piccola costruzione realizzata in diversi materiali ed avente la funzione di coprire una porzione limitata di spazio aperto. Normalmente la tettoia ha forma spiovente ed in parte si appoggia ad un edificio. A sorreggerla vengono inoltre installati dei piccoli pilastri o delle colonnine aventi comunque struttura discontinua e molto solida. In generale quindi il suo aspetto è più stabile rispetto a quello del pergolato.

Cosa differenzia un pergolato da una tettoia?

Dopo una prima definizione di queste strutture, è finalmente possibile capire cosa di preciso distingue una tettoia da un pergolato. Sull’argomento, non sempre di immediata comprensione, si è addirittura dovuta pronunciare la nostra magistratura. Più volte infatti, per motivazioni legate all’espletamento di pratiche burocratiche, è stato necessario distinguere tra l’uno e l’altro oggetto escludendo ogni forma di dubbio.

Si sono quindi rintracciate differenze per quanto riguarda:

  • la struttura: come già chiarito in precedenza, il pergolato non ha barriere laterali, ma viene in qualche modo ancorato al terreno utilizzando dei pilastri leggeri disposti a distanze regolari tra loro e collocati sul lato antistante alla parete dell’edificio di riferimento. La tettoia, sebbene aperta lateralmente, non sempre poggia a terra ed è invece totalmente chiusa anche nella sua parte superiore. La funzione di quest’ultima è quella di creare ombra e riparo da intemperie. Il volume di una tettoia poi è da considerarsi più pieno ed ingombrante rispetto a quello del pergolato che, per quanto spesso di proporzioni maggiori, è alleggerito visivamente da una grande percentuale di spazi vuoti
  • la copertura: la pergola, è già stato chiarito in precedenza, non ha una copertura permanente. L’ombra viene quindi creata da un intreccio di piante o teloni che sfruttano la costruzione come base d’appoggio. In qualsiasi momento però la copertura di una pergola può essere eliminata lasciando comunque intatta la struttura. Lo stesso non può dirsi per la tettoia. Una volta tolta la copertura infatti si eliminerebbe buona parte della stessa
  • funzione: il pergolato ha una funzione essenzialmente decorativa. La tettoia invece, in relazione alle sue dimensioni ed alla parte dell’edificio in cui viene costruita, può avere funzioni molto più pratiche. Si pensi ad esempio a quelle piccole strutture nate sulla porta di casa la cui funzione è assimilabile a quella delle semplici pensiline

Edilizia libera o permessi di costruzione?

Fugato ogni dubbio sulle caratteristiche visive di pergolati e tettoie, resta da sondare l’aspetto burocratico. A questo è necessario però dedicare un paragrafo a sé stante. Fermo restando che la distinzione tra i due oggetti è spesso complicata e non sempre tanto netta, la legge non ammette a tal riguardo ignoranza. Le due strutture infatti dal punto di vista delle normative che regolano l’edilizia non sono per niente equiparabili.

pergolati, soprattutto se realizzati con pilastri esili e non ancorati al suolo in maniera tale da necessitare per la loro rimozione di procedure eccessivamente complesse, vengono in genere ritenuti strutture temporanee o facilmente eliminabili. Ciò ha spinto la giurisprudenza italiana a considerare i pergolati edilizia libera. Tuttavia questi ultimi, se realizzati in maniera tale da diventare difficilmente rimovibili (pilastri particolarmente robusti, ancoraggi eccessivamente stabili, ecc.), non rientrano più nella categoria. Al pari delle tettoie, le pergole aventi strutture difficilmente smontabili o eccessivamente grandi e stabili, necessitano per essere costruite di particolari permessi comunali.

E’ necessario su questo punto avere le idee molto chiare e, qualora non si fosse in grado di operare una distinzione certa, rivolgersi ad un professionista. Qualora infatti si considerasse a torto il proprio pergolato un’opera di edilizia libera o non si comprendesse a fondo la distinzione tra tettoia e pergolato, si rischierebbe l’accusa per abuso edilizio. Tale reato può essere punito dai giudici in maniera abbastanza severa (si arriva persino al carcere).

La magistratura chiamata in causa

Sulla questione sinora dibattuta, come già accennato, è dovuta spesso intervenire persino la magistratura. Il caso da manuale è quello di un privato cittadino che, dopo aver dichiarato al Comune di aver costruito una pergola di piccole dimensioni, in legno grezzo e avente una struttura facile da rimuovere, ha pian piano sostituito le esili travi con supporti più robusti ed inserti in muratura. Il privato, denunciato alle autorità, è stato ovviamente condannato al pagamento di una multa salatissima e la sua pergola è stata definita un abuso edilizio (con tutte le conseguenze del caso).

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