Siamo tutti sempre più attenti a quello che mangiamo, fumiamo sempre meno e ricerchiamo prodotti sostenibili e biologici per mantenerci in forma ed evitare tutto quello che potrebbe nuocere alla nostra salute. Tuttavia, ignoriamo la cosidetta “sindrome da edificio malato” e quanto siano dannose e nocive per la nostra salute, le nostre abitazioni.

Infatti, si è soliti ritenere che l’inquinamento sia un fenomeno esterno legato all’aria, al suolo o alle acque. In realtà, l’inquinamento nelle nostre case può essere anche 7 volte superiore a quello esternoPare opportuno, dunque, descrivere quali sono le principali fonti d’inquinamento, gli effetti sulla salute e i possibili modi con cui possiamo contrastarli.

Gli agenti tossici nella nostra casa

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Europa la popolazione trascorre fino al 90% del tempo negli ambienti domestici, per la maggior parte (55%) nelle abitazioni e il 33% negli ambienti di lavoro. Solo il 4% del nostro tempo è mediamente trascorso all’aperto. Per tanto, c’è una stretta relazione tra la qualità ambientale interna e la salute delle persone.

La nostra abitazione è un contenitore di composti chimici che possono avere effetti negativi, accertati o sospetti, sulla salute.

I materiali da costruzione e gli altri oggetti presenti, come mobili, elettronica, rivestimenti per pavimenti e pareti, contengono sostanze chimiche che possono rimanere sospesi nell’aria che respiriamo o depositarsi sotto forma di polveri. 

L’esposizione a una o più di questi inquinanti è associata a effetti sulla salute più o meno gravi come cancro, asma, disfunzioni nel sistema immunitario e malattie croniche.

Certamente, i bambini e gli anziani sono maggiormente vulnerabili. I primi, infatti, hanno una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il loro sistema respiratorio, in fase di sviluppo, li rende più esposti alle allergie. Inoltre, giocano sul pavimento e spesso mettono le mani in bocca e quindi entrano più facilmente in contatto con sostanze nocive. Gli anziani, invece, sono più soggetti agli effetti dell’inquinamento in casa per via del loro sistema immunitario più debole o perché spesso, già ammalati.

Si stima che in Europa l’inquinamento domestico sia responsabile del 4,6% delle morti e del 31% delle inabilità nei bambini da 0 a 4 anni. Il CNR ha stimato che le sostanze pericolose con cui veniamo in contatto quotidianamente sono oltre 150 e sono tutte potenzialmente tossiche per l’organismo umano.

A proposito, si sente spesso parlare di “sindrome dell’edificio malato” (sick-building syndrome) che indica una particolare condizione patologia per cui compaiono svariati sintomi, senza un apparente motivo, quando si frequentano a lungo determinati ambienti chiusi.

Principali fonti di inquinamento

Il fumo di sigaretta è uno dei principali inquinanti nei luoghi chiusi. È estremamente pericoloso in quanto contiene migliaia di sostanze diverse, molte delle quali sono riconosciute a livello mondiale come cancerogene. Il problema ovviamente non riguarda soltanto i fumatori, ma anche tutte le persone presenti nello stesso luogo che subiscono il cosiddetto fumo passivo.

Un altro inquinante, sempre più presente nelle nostre case, è la formaldeide. È un potente battericida, tanto che è usata nelle tecniche d’imbalsamazione, e si trova come componente di vernici e colle per oggetti in legno, nei pannelli isolanti, e nelle tappezzerie. Tende facilmente a volatilizzarsi ed è riconosciuta dall’AIRC come sostanza cancerogena.

L’uso scorretto di detergenti, detersivi e altri prodotti per la pulizia della casa è dannoso per la nostra salute. La loro pericolosità dipende dall’entità dell’esposizione e dalla concentrazione dell’inquinante e può essere sia immediata, se usati in luoghi poco aerati, sia può provocare effetti a più lungo termine.

Un inquinante estremamente pericoloso è il monossido di carbonio. Il più delle volte, proviene da stufe o caldaie difettose ed è il prodotto della non completa combustione del carbonio. È incolore, inodore e insapore e, una volta inalato, si lega all’emoglobina contenuta nel sangue impedendole di trasportare ossigeno. Un altro inquinante gassoso è il radon.

È un gas radioattivo presente naturalmente nel terreno che sale nelle abitazioni e può 

arrivare anche a valori che comportano un rischio per la salute dell’uomo. È frequente nei locali seminterrati ed è pericoloso quando inalato.  

Infine, un’ultima categoria di inquinanti sono quelli di origine biologica come virus, batteri,muffe e pollini. Sono legati a particolari condizioni ambientali (temperature, umidità, pulizia, etc.) e derivano soprattutto da impianti di condizionamento/riscaldamento non adeguatamente puliti.

 

Effetti sulla salute

Gli effetti sulla salute possono manifestarsi anche subito dopo una singola esposizione o per esposizioni ripetute a un inquinante. Nel primo caso si parla di effetti a breve termine, nel secondo di lungo termine.

Gli effetti a breve termine includono, ad esempio:

  • irritazione di occhi, naso e gola;
  • mal di testa e vertigine;
  • fatica e stanchezza;
  • nausea;
  • dolore generalizzato;
  • mancanza di concentrazione.

Alcuni di questi, sono simili agli effetti dell’influenza, perciò risulta difficile determinare se i sintomi sono il risultato di esposizione all’inquinamento dell’aria interna o di un’infezione virale. Sono solitamente curabili e, a volte, basta banalmente allontanarsi dalla fonte dell’inquinamento, che gli effetti scompaiono.

Per questo motivo, è importante prestare attenzione al momento e al luogo in cui si manifestano i 

sintomi.

Alcuni effetti possono essere aggravati dalle modalità di riscaldamento, raffreddamento o umidità prevalenti all’interno. È noto, ad esempio, che l’aria condizionata può essere dannosa, specie se vi siano una eccessiva differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno e una percentuale di umidità troppo bassa o alta.

La probabilità di avere dei sintomi immediati dipende, inoltre, da diversi fattori, tra cui l’età e lo stato di salute dell’individuo. Quindi, il modo in cui si reagisce a un inquinante varia enormemente da persona a persona.

Gli effetti a lungo termine sono quelli più pericolosi perché si verificano spesso all’improvviso ed è più difficile individuarne la causa. Questi, infatti, possono manifestarsi anche dopo anni dall’esposizione o solo dopo periodi di esposizione prolungati o ripetuti. Possono verificarsi alcune malattie respiratorie, malattie cardiache e cancro. Per contrastare tali effetti è prudente provare a migliorare la qualità dell’aria interna della casa a prescindere si vi siano sintomi evidenti o no.

Come combattere i veleni in casa 

È possibile realizzare diverse tipologie di interventi per combattere la SBS sindrome da edificio malato, e quindi ridurre il livello di inquinamento in casa.

Uno di questo è utilizzare le piante. Le piante, oltre ad abbellire la nostra abitazione e fare da ornamento, attraverso la fotosintesi purificano l’aria, catturando anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Inoltre, è stato dimostrato che alcune piante assorbono fino all’80% delle sostanze nocive. Tra queste ci sono, ad esempio: gerbera, crisantemo, cactus colonnario, il ficus, filodendro, palma da datteri, stella di Natale, l’aloe, il viburno etc..

Esistono anche delle tecnologie innovative. Una delle innovazioni più interessanti consiste nell’usare alcune pitture per edilizia che sono in grado di ridurre gli inquinanti attraverso un processo naturale simile alla fotosintesi clorofilliana. Queste, infatti, sfruttano l’energia della luce per liberare molecole ossidanti che reagiscono con gli agenti inquinanti e li trasformano in composti innocui.

Se l’ambiente presenta un impianto di condizionamento è utile prevedere dei filtri che purificano l’aria ed evitano il proliferare di virus e batteri.

Un altro accorgimento è quello di usare dei sensori di rilevamento dell’inquinamento domestico. Avvertono sul superamento della concentrazione di un dato inquinante in modo da operare azioni opportune. Attualmente, si stanno testando dei sensori da collocare nei nostri smartphone e delle app per monitorare i livelli d’inquinamento.

Conclusione

Esistono alcuni accorgimenti utili per salvaguardare la salubrità della nostra casa e scongiurare la sindrome da edificio malato.

  • È necessario tenere sotto controllo le condizioni climatiche delle abitazioni evitando differenze di temperatura e umidità eccessive rispetto all’ambiente esterno.
  • Bisogna far ricambiare l’aria aprendo le finestre per brevi periodi almeno 2-3 volte al giorno per evitare un accumulo degli inquinanti.
  • In cucina, è consigliabile usare l’aspirazione della cappa o di una ventola per evitare l’aumento dell’umidità.
  • Eseguire una periodica manutenzione degli impianti di condizionamento garantisce una migliore qualità dell’aria e dell’ambiente in generale.

Nel caso in cui dovessero comparire delle muffe rimuoverle utilizzando prodotti adeguati e bisogna cercare di evitare una successiva ricomparsa. I prodotti per la pulizia della casa vanno usati con moderazione e rispettando gli accorgimenti spesso indicati, come non usare in ambienti chiusi. Preferire, dove possibile usare prodotti come aceto e bicarbonato.

Tenere pulita la casa e rimuovere la polvere da mobili e tappeti.

È chiaro che bisogna evitare di fumare in casa, soprattutto in presenza di bambini e donne in gravidanza. 

Bisogna comunque, evitare allarmismi. È importante sapere che esiste l’inquinamento domestico in tutti i luoghi chiusi, sapere quali inquinanti è causato e quali accorgimenti usare per limitarlo. Bisogna, come detto, prestare particolarmente attenzione in presenza di anziani, bambini e soggetti già ammalati o affetti da allergie.

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