E’ inutile, in casa lo spazio non basta mai; l’unica soluzione è costruire una spaziosa veranda. Sì, ma è possibile farlo senza ottenere prima i permessi del Comune di residenza? A quanto pare no, a meno che non si voglia essere accusati di aver commesso un abuso edilizio. E se devo fare un mutuo come si comporta la banca?

Ecco una breve lista di informazioni utili per chi ha necessità di aumentare gli spazi casalinghi.

Cosa ha stabilito il Consiglio di Stato?

Il Consiglio di stato si è recentemente pronunciato sulla dibattuta questione della veranda costruita sui balconi di casa. In sostanza è stato stabilito che la realizzazione della stessa deve sempre essere preceduta dal rilascio di un permesso comunale.

Tale decisione trova in effetti varie giustificazioni. Nel vostro immobile infatti attuate delle variazioni planimetriche e, soprattutto, architettoniche. Tali cambiamenti devono sempre essere avallati da specialisti del settore che verifichino la reale fattibilità della struttura in questione (il balcone sarà comunque sicuro? La veranda danneggerà l’estetica del palazzo o del quartiere?).

Tali normative valgono a prescindere dal materiale scelto per realizzare la veranda: vetro, alluminio, legno o quant’altro insomma non fa differenza. E’ invece consentita la costruzione di piccole e grandi strutture aventi la stessa funzione, ma rimovibili in qualsiasi momento senza attuare delle vere e proprie demolizioni: sì quindi alle strutture temporanee, rimovibili e che non aumentano la metratura.

Cosa si rischia costruendo una veranda senza i necessari permessi?

Costruire una veranda senza aver prima ottenuto tutti i permessi necessari è pericoloso. Si rischia infatti di essere incriminati per il reato di abuso edilizio.

Ciò significa che si sarà presto o tardi costretti a rimuovere la struttura. In alcuni casi, soprattutto quando ci si rifiuta di demolire la veranda, potrebbero suonare alla porta di casa dei tecnici comunali incaricati di smantellarla. Oltre il danno la beffa: il suddetto personale specializzato dovrà inoltre essere pagato per il suo lavoro. Da chi? Da voi!

Inoltre, qualora una volta costruita, la veranda risultasse difficile se non impossibile da eliminare, il proprietario sarà chiamato a pagare una grossa ammenda. In ultimo si consideri anche che l’eventuale rimozione della struttura non annulla il reato di abuso edilizio: si potrebbe infatti incappare in un’ulteriore multa di grossa entità (si stima dalle 10.000 euro in su) e persino nella reclusione per un paio di anni.

Mutuo casa: se la veranda è abusiva?

Molto spesso capita di vendere o comprare una abitazione dove è stata realizzata una veranda abusiva. E se l’immobile dovrà essere acquistato con mutuo cosa succede? La banca lo finanzia?

Il più delle volte il perito bancario suggerisce al venditore di demolire la veranda abusiva e ripristinare lo stato dei luoghi. Alcune banche oggi tollerano la presenza di lievi abusi purché non inficino la garanzia immobiliare. In tal caso il perito riferirà alla banca il costo necessario per il ripristino, tale valore sarà detratto dal valore immobiliare stimato. Il problema si ravvisa quando il valore immobiliare così penalizzato non raggiunge più il famoso LTV dell’ 80 %, ossia, il rapporto minimo che la banca accetta per l’erogazione del mutuo. 

Come ottenere i permessi necessari per la costruzione di una veranda?

E’ innanzitutto necessario avere già un progetto di massima: il primo passo quindi è quello di contattare un geometra, un architetto o un ingegnere che dovrà studiare il caso.

Successivamente, qualora l’immobile facesse parte di un condominio, bisognerà interpellare gli altri inquilini che in assemblea condominiale dovranno dare il loro consenso alla realizzazione della nuova veranda.

In ultimo, prima di presentare domanda all’Ufficio Tecnico del Comune, bisognerà scrivere di proprio pugno una richiesta di autorizzazione. In genere il progetto viene approvato a patto che non danneggi l’equilibrio estetico del circondario. E’ inoltre importante che la veranda in questione non infastidisca altri condomini (p.es. togliendo aria agli appartamenti limitrofi) e che il piano regolatore comunale stabilisca che l’area interessata sia effettivamente utilizzabile ed edificabile.

E ottenuto il permesso?

Ottenuti tutti i permessi del caso bisognerà comunicare all’Ufficio Tecnico del Comune la data di inizio e quella di fine lavori. In ultimo sarà necessario aggiornare la planimetria catastale presentando una apposita pratica e poi informare il condominio della nuova dimensione acquisita dall’appartamento (per l’aggiornamento delle tabelle millesimali).

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