Visura Catastale 2018 – Cos’è?

La visura catastale è uno dei documenti rilasciati dall’Agenzia delle Entrate, è un’agenzia pubblica italiana che ha il compito di costituire l’anagrafe dei beni immobili dello stato. Per chiedere una visura catastale basta andare in un qualsiasi Ufficio Provinciale del Territorio, sportello catastale decentratoSportello Amico (presente negli uffici postali) o ancora tramite i servizi online del sito dell’Agenzia delle Entrate o di Poste Italiane S.p.A..

Visura catastale

Nelle visure catastali sono contenuti i dati principali riguardanti  immobili, fabbricati e terreni, divisi in due grandi gruppi principali:

  • Dati identificativi, composto da:

foglio, particella e sub;

  • Dati di Classamento, composto da:

Zona Censuaria, Micro Zona, Categoria, Classe, Consistenza, Superficie Catastale e Rendita.

Tipi di Visure Catastali?

Esistono due tipi di visure catastali:

Visura Catastale per Soggetto

Contiene tutti i dati catastali di tutti gli immobili intestati ad un unico soggetto. Per chiederla sono necessari il nome e cognome della persona e i suoi dati di nascita, oppure il suo codice fiscale. Oltre ai gruppi che abbiamo indicato sopra c’è un terzo gruppo che cambia in base al tipo di visura catastale:

  • Altre Informazioni, composto da:

Indirizzo e Dati Ulteriori.

Visura Catastale per Immobile

Questo tipo di visura contiene tutti i dati catastali di uno preciso immobile. Per chiederla è necessario l’indirizzo o il Foglio o la Particella dell’immobile che ci interessa. Le Visure Catastali per Immobile a loro volta si dividono in attuale e storica; questa divisione condiziona il terzo gruppo, dove sono indicate le modifiche fatte all’immobile, presente in questo tipo di visura, ed è:

  • Dati Derivanti da
    • Attuale

Quando è presente solo l’ultima modifica fatta all’immobile;

    • Storica

Quando sono presenti tutte le modifiche fatte all’immobile da quando è stato registrato al Catasto.

Quali errori può contenere una Visura Catastale?

Delle volte può capitare di trovare al loro interno delle informazioni errate o acquisite in modo errato dal Catasto. Nella maggior parte dei casi si trovano:

  • Errori visibili

Nome e Cognome, Codice Fiscale, Indirizzo dell’immobile;

  • Errori visibili dopo un sopralluogo tecnico

Modifiche fatte ma, non registrate.

Cosa fare per correggere gli errori sulla visura?

Ci sono due ottime soluzioni per correggere questi errori, e chiunque può sistemarli, e per farlo non sarà nemmeno obbligato ad andare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, perché si potranno anche usare i servizi online:

  • Rettifica degli Errori Catastali, permette di modificare l’indirizzo e i dati catastali, o di inserire delle annotazioni.
  • Istanza al Catasto, permette di presentare delle richieste documentate di correzione dei dati catastali.

 

Glossario dei termini

Nelle Visure Catastali si trovano dei termini di cui non tutti potrebbero capirne subito il significato:

  • Foglio

E’ una porzione di territorio comunale che il catasto rappresenta in delle proprie mappe cartografiche;

  • Particella

E’ chiamata anche mappale o numero di mappa e indica dentro il foglio l’immobile e in più un eventuale terreno circostante;

  • Subalterno

Individua la singola unità immobiliare esistente su una particella;

  • Zona Censuaria

E’ una parte di territorio comunale dove il reddito dei fabbricati, le caratteristiche ambientali e socioeconomiche sono molto simili;

  • Micro Zona

E’ una parte di territorio comunale che ha somiglianze nei caratteri di posizione, urbanistici, storico-ambientali, socioeconomici, nella dotazione dei servizi e impianti urbani. Infine, hanno caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione dell’immobile, per lo più uniformi;

  • Categoria

E’ la classificazione di unità immobiliari diverse per caratteristiche che ne determinano la destinazione ordinaria e permanente;

  •  Classe

E’ un parametro che indica il grado di produttività degli immobili appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C, e vengono indicate con U (unica) le unità immobiliari che hanno una redditività uguale dentro la Zona. Infine, per calcolare la classe a cui appartiene un immobile viene usato un algoritmo, che mette a confronto i dati catastali dell’immobile con tabelle parametriche locali imposte dall’Ufficio del Catasto;

  • Consistenza

E’ un parametro usato per indicare la grandezza dell’immobile. In base alla classe vengono usate diverse unità di misura:

  • A, si calcola in vani,
  • B, si tiene conto dei metri cubi (m3),
  • C, si tiene conto dei metri quadrati (m2),
  • D ed E, non vengono indicate nelle visure catastali;
  • Superficie Catastale

Indica la somma delle varie tipologie di superficie di una unità immobiliare, inclusi lo spessore dei muri (fino ad un massimo di 50 cm), calcolando una precisa percentuale:

  • A – Vani principali e vani accessori diretti, sono considerati al 100%, rappresentano tutte le camere principali, corridoi, ripostigli e bagni, calcolati in superficie lorda, cioè inclusi lo spessore totale dei muri interni e perimetrali fino ad un massimo di 50 cm per i muri di proprietà e cm 25 per i muri comuni.;
  • B – Accessori indiretti comunicanti, sono considerati al 50% della superficie dei vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali ad esempio soffitte, cantine e similari;
  • C – Accessori indiretti non comunicanti, sono considerati al 25% nel caso che gli stessi accessori indiretti come per esempio soffitte, cantine e similari, risultino non comunicanti direttamente con l’immobile, per esempio la soffitta per l’ultimo piano è indiretta comunicante. Mentre per un appartamento a più piani, per i piani inferiori diventa indiretta non comunicante;
  • D – Balconi, Terrazzi e simili comunicanti, la superficie da considerare va aggiunta al calcolo secondo i seguenti criteri:
    • del 30% fino al raggiungimento di 25 mq, e inoltre, del 10% per l’eccedenza;
  • E – balconi, terrazze e simili non comunicanti, in questo caso la superficie che si aggiunge al calcolo è:
    • il 15% fino al raggiungimento di 25 mq, e del 5% per l’eccedenza;
  • F – Aree scoperte o assimilabili, come corti, cortili, piazzali, giardini e simili, vengono aggiunte nella misura:
    •  per le abitazioni, il 10%, fino a raggiungere il quintuplo della superficie dei vani principali e degli accessori diretti, del 2% per la parte che eccede,
    •  per ville e villini, del 10%, fino a raggiungere il quintuplo della superficie dei vani principali e degli accessori diretti, del 2% per la parte che eccede.
  • Rendita

Per le unità immobiliari che appartengono alle categorie dei gruppi A, B e C. La rendita catastale è determinata moltiplicando la Consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, Zona Censuaria, Categoria e Classe. Infine, per le unità immobiliari che appartengono alle classi D ed E, la rendita è determinata tramite la stima;

  • Indirizzo

Indica l’ubicazione dell’immobile, e comprende il numero civico, scala, piano e interno dell’unità;

  • Dati Ulteriori

Infine, qui sono riportate tutte le modifiche fatte sull’immobile, in ordine cronologico.